Prima parte presa dal sito www.uisp.it Il resto riflessione personale a cura di Davide Franchi
"Muoversi è libertà": ogni giorno, in mille luoghi del pianeta, correre, giocare, allenarsi, disputare una partita, significa anche affermare la libertà e il diritto fondamentale al movimento, o utilizzare il gesto sportivo per rivendicarli. Muoversi per sentirsi liberi. In qualche caso è come se il gesto sportivo offrisse ai giovani la possibilità di esprimersi in una lingua "diversa" che consenta di comunicare con il mondo e di realizzarsi. Lo sport è considerato tra i giovani una delle ruote più importanti per lo sviluppo della vita, svolge un ruolo importantissimo nella formazione, nello sviluppo e nell´educazione, per molti esso è un´opportunità con cui tenere in allenamento il fisico e la mente, per altri ancora una guida educativa molto importante. Lo sport è legato alle passioni, si sceglie senza mezzi termini chi sostenere fino all´ultimo, chi seguire con il fiato sospeso; ogni disciplina sportiva ha intorno una massa di tifosi che si sentono parte di un mondo speciale dove spesso i toni, il linguaggio e le parole sono comprese solo da chi vi appartiene e non è importante se "gli altri non capiscono". L´importante è sapersi riconoscere, anche tra chi non si è mai visto, e sapere, anche solo per un momento, di far parte di un "piccolo cosmo" dove si consumano passioni comuni. Lo sport è una straordinaria fabbrica di continue emozioni, a volte le proviamo in solitudine, a volte in un piccolo gruppo: l´evento sportivo, sia esso un grande successo o una cocente sconfitta, viene vissuto come in pezzo di storia individuale e collettiva, con tutte le emozioni che ne seguono. Cosa significa per un giovane avere successo nello sport? Significa porsi degli obiettivi, raggiungerli grazie al nostro impegno e alla fiducia in noi stessi, significa assaporare una piacevole sensazione di soddisfazione sia durante l´attività sia quando si è conclusa. Un ulteriore aspetto su cui soffermarsi è la capacità di vivere in gruppo; sentirsi parte di un determinato contesto sociale è uno dei bisogno primari di ciascun individuo. Infatti una delle principali motivazioni dei giovani allo sport è legata al desiderio di vivere e di raggiungere obiettivi sentendosi parte di un gruppo. L´evidenza formativa di questa abilità è fuori da ogni dubbio: saper rispettare le regole del gruppo e collaborare anche in un ambiente competitivo sono abilità interpersonali che ciascuno di noi deve avere. L´attività sportiva rappresenta uno strumento indispensabile all´apertura dell´educazione all´ambiente locale, all´Europa e al resto del mondo; essa è particolarmente adatta agli obiettivi di lotta contro qualsiasi forma di discriminazione, di genere, persone portatrici di handicap e nella lotta contro il razzismo. Lo sport è stato a lungo, in passato, vissuto come una prerogativa d´élite: a praticarlo erano giovani, uomini, persone con disponibilità finanziaria. Oggi lo sport è un´attività aperta a tutti, ma il numero dei praticanti è in continuo calo. Secondo il Censis, il 39.6 % degli italiani che hanno più di 18 anni svolge un´attività fisica in modo continuativo: fino a 35 anni questa cifra sale al 5.3%, tra 56 e 70 riesce ad ottenere un lusinghiero 23.1 %. Le donne si sono avvicinate molto agli uomini come percentuale di praticanti in alcune discipline: su 100 uomini 47 fanno sport; su 100 donne 33. E i giovani? Promossi in sedentarietà e bocciati in movimento.Troppa tv, poco sport: in movimento per meno di 30 minuti al giorno; è questo il profilo dei giovani italiani che emerge da un´indagine Doxa sugli stili di vita dei ragazzi. E in più lo sport non è più un´isola felice. Tra i ragazzi che praticano sport abbonda quello che in termini tecnici si chiama "disagio giovanile"; piuttosto che campioncini dello sport possono diventare soggetti a rischio: si comincia dagli integratori, poi gli anabolizzanti...il doping neanche per i più giovani è un tabù. Per essere efficace e produrre risultati duraturi e tangibili all´interno del mondo giovanile, il sistema sportivo dovrà essere in grado di conciliare la sua dimensione economica con quella popolare, educativa, sociale e culturale: solo così riuscirà ad allargare la sua sfera di influenza ai giovani.
LA MIA OPINIONE
Leggendo queste poche righe, ho fatto delle riflessioni. Lo sport fin dall´antichità è nato per mettere in competizione l´uomo, per renderlo partecipe di un gioco che con gli anni è diventato sempre più difficile e complicato. Oggi parliamo di sport e ci viene in mente: soldi, professionismo, sponsor, interessi, politica, doping, corruzione. Probabilmente un modello sbagliato, ma vogliamo parlare dell´anima buona dello sport .... di tutta quella gente, me compreso, che crede nel benessere interiore che gli da´ lo sport e della scarica energica-emozianale che si può provare. I giovani a partire dagli 11 anni in su abbandonano lo sport perchè lo vedono solo come una forma competitiva, mentre potrebbe diventare tranquillamente un modo per stare in compagnia e per esprimere emozioni. Oggi lo sport a livello adolescenziale non è in grado d´esprimere questo, chi fa´ attività lo fa solo a livello competitivo .... non viene utilizzato come mezzo per il benessere e per la semplice interazione sociale fra ragazzi. Se non sei motivato o non hai doti particolari nello sport d´oggi non vai avanti ma soccombi al sistema. Mi chiedo secondo voi questo può anche essere il motivo di numerosi disagi sociali, o secondo voi ci sono altre cose (musica, danza, arte ecc.) che aiutano l´individuo ad interagire? Lavorando con bambini dai 5 ai 10 anni nello sport, ho ben visibili quali sono le condizioni che si notano all´interno di questo ambito. Bambini sempre meno coordinati e meno capaci di stabilire rapporti di gioco con coetanei, e ancora genitori che vedono nello sport aspettative troppo esasperate nei confronti del figlio/a. "ma perchè mio figlio non segna" .... "ho visto mio figlio poco in forma" ...."mio figlio corre poco lo´ porterò a correre" ...... "ho visto i bambini poco concentrati durante la partita" ...."perchè abbiamo giocato con quel portiere" ....... Troppe aspettative non vanno mai bene ne da parte dei genitori ne da parte degli educatori. Il GIOCO-DIVERTIMENTO è alla base di tutto e vi chiedo: Vedendo anche la storia italiana, prima i bambini non praticavano sport ma correvano nei prati e si divertivano. Oggi praticare sport è una necessità (vista la sedentarietà) ma ha portato inevitabilmente anche qui ad una competitività troppo anticipata. Giusto o sbagliato? Gioco o gare? E´ giusto stressarli già da piccoli?
A voi la parola prima vi lascio con delle frasi simpatiche scritte da giornalisti Sportivi
L´allenamento è il non luogo della democrazia: non c´è tempo per discutere, si deve solo produrre Chi vince festeggia, chi perde spiega Ci credo che le brasiliane vincono, col culo che hanno. L´allenatore deve avere la qualità morale per sapere che i maestri sono i giocatori, non il contrario.
Io ai genitori la partita gliela farei vedere con il cannocchiale. Il segreto della mia forma e ella mia longevità? Andare di corsa da casa al mio pub preferito. che cosa c´è nello sci dopo Tomba? Tomba: l´oltre Tomba. ll doping è come uno stupro. Chi lo subisce non può ne vuole denunciarlo, perché non si sente tutelato dalle istituzioni.